Piccoli libri su ciò che ci porta lontane da noi stesse, e sulla strada di casa.
Uscire dalla dipendenza affettiva e imparare ad amare senza sparire. Il primo libro della collana Tornare al Sé.
Leggi il primo capitolo in anteprimaUno al mese, ognuno su un modo diverso di perdersi — e sulla strada per tornare.
Dentro ogni libro, tre sguardi: il vissuto, l’antropologia, il sacro.
Tocca una copertina per leggere di cosa parla.
«Lo amo così tanto che non riesco a stare senza di lui.» Te lo sei detto mille volte, di notte, lo schermo girato in giù sul comodino. Quella che senti non è la pienezza dell’amare; è una fame antica che ha imparato la strada sbagliata per placarsi.
Questo libro non ti chiederà mai di amare di meno: ti accompagna a ritrovare il punto fermo da cui puoi amare, e restare intera.
Hai detto «sì» di nuovo, prima ancora di respirare; e mentre lo dicevi, una parte di te diceva no.
Qui ritrovi il no come gesto che custodisce: il confine come pelle viva, che sente e respira e tiene insieme. È la pace di chi dà per scelta, non per fame.
Ti svegli e c’è già un giudice sveglio prima di te, che ha già fatto la conta di ieri: il boccone, i passi, il viso allo specchio da correggere come uno sbaglio.
Questo è un libro per la mano che ha dimenticato di poter restare aperta: ti porta fin sotto la presa, dove la tensione si è travestita da amore. Sotto il pugno c’era già un palmo.
Dici «io sono fatta così», e in quel «fatta così» c’è qualcosa che ha già rinunciato. Ma forse quel solco non l’hai scavato tu: l’acqua che ti scorre dentro ha trovato il suo letto già inciso, di madre in figlia, molto prima che tu nascessi.
Può finire con te. Non perché lo combatti; perché finalmente lo vedi.
Dici la frase saggia a un’amica che soffre e senti un piccolo tepore dietro lo sterno: per un istante non stai sentendo la pace, la stai facendo vedere. È l’abito di luce: la calma, le parole giuste, la faccia serena che a furia di indossarla hai scambiato per la tua pelle.
Questo libro ti cammina accanto mentre lo riconosci, senza farne una colpa: capita a chiunque parta davvero.
Ti è capitato di sentirti molto serena e molto sola nello stesso momento. «È tutto perfetto» arriva un attimo troppo presto, come una garza pulita posata su una ferita che nessuno ha lavato.
Questo è un cammino verso il basso, là dove finora hai solo sorvolato. Perché il loto non ha mai saltato il fango: ci è fiorito attraverso.
Ogni prova superata alza l’asticella, e il conto non si chiude mai. Dentro di te c’è un tribunale aperto ventiquattr’ore, con una voce quasi affettuosa che ti tiene in piedi facendoti credere che senza di lei ti fermeresti. Sei arrivata fin qui nonostante quella voce.
Il tuo valore non si guadagna: c’era prima della lista, e ci sarà quando l’avrai posata.
Sono le tre e la mente non si ferma; provi a fermarla, e più ci provi più accelera. L’ansia è una mente rimasta di guardia molto dopo che il pericolo se n’è andato, e che nessuno ha mai avvisata che poteva smettere.
Qui trovi il modo di tornare, un respiro alla volta, nell’unico posto in cui l’ansia non arriva: adesso.
Da fuori funziona tutto; dentro c’è un buio che non si muove da settimane. Ci sono notti che nessuna pratica risparmia, e che i mistici conoscevano bene; ed esiste anche un buio che è una malattia e che si cura. Distinguere i due è la cosa più rispettosa che tu possa fare per te.
Questo libro sta accanto alla cura, mai al suo posto: ti fa compagnia nel nero, senza abbellirlo.
Sono passati mesi, e la gente ha smesso di chiedere come stai. Ma chi ami non è un capitolo chiuso: è una presenza che ha cambiato forma, e che puoi imparare a portare invece che a superare.
Questo libro cammina alla velocità del dolore, che è lenta; e ti mostra, senza fretta, che si può tornare a vivere senza lasciare indietro nessuno.
C’era una musica, o una luce che cadeva in un certo modo sul pavimento, e sono montate le lacrime senza che tu sapessi dire perché. Sei accordato più fine: percepisci l’umore di una stanza appena entri, e nessuno ti ha mai insegnato dove finisci tu e dove comincia il mondo.
Questo libro non ti insegna a sentire di meno; ti insegna a reggere quello che senti.
Undici libri, uno al mese: le date dei prossimi arrivano titolo per titolo.
Sono nata in Italia e mi sono laureata in Lettere e successivamente in Antropologia Culturale. Per anni ho viaggiato attraverso Europa, Asia, America e Oceania, studiando yoga, meditazione, massaggio thailandese tradizionale e tecniche osteopatiche presso maestri locali. Ho vissuto in comunità intenzionali, ashram indiani, monasteri buddhisti e villaggi indigeni, portando lo sguardo dell’antropologa dentro l’esperienza diretta della ricercatrice spirituale.
L’orizzonte dei miei libri è il non-dualismo: il Sé, il testimone, ciò che in te non si è mai rotto. Le culture che ho attraversato lo chiamano con nomi diversi; i miei libri lo indicano, senza chiederti di crederci.
Ho collaborato con blog dedicati alla meditazione e alla crescita interiore. Oggi sono madre, massaggiatrice professionista e spero di poter trasmettere qualcosa di ciò che ho avuto la fortuna di comprendere.
I miei libri sono il distillato di un decennio di esperienze vissute ai confini tra mondi.
Lasciami il tuo indirizzo e ti mando, subito, il primo capitolo di Restare Intera — con dentro le undici frasi che non ho mai detto a voce alta. Poi una lettera al mese, mai promozioni, e la notizia appena il libro c’è.
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